Armi - Co Vo Dao - Kung Fu Garbagnate





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...l'uso delle Armi Tradizionali


La pratica delle armi è parte integrante nello studio del Kung Fu, ma prima di cominciare ad apprenderle è utile conoscere come funzionano gli elementi naturali in oriente e la loro correlazione con l’arma, nonché con l’intero percorso marziale da intraprendere.
Noi occidentali siamo soliti identificare quattro elementi base: fuoco, terra, acqua e aria.
Gli orientali li distinguono invece in cinque: Fuoco, Terra, Metallo, Acqua e Legno.
A tale distinzione viene aggiunto un ciclo di funzioni che questi elementi hanno rispetto agli altri, seguendo una logica del tutto naturale e pertanto semplice da comprendere:


-Il Legno prevarica sulla Terra (come l’albero nasce da essa e ne occupa lo spazio);
-La Terra vince sull’Acqua (poiché la assorbe come fonte di nutrimento);
-L’Acqua prevarica sul Fuoco (esattamente come accade in natura l’acqua estingue le fiamme);
-Il Fuoco vince sul Metallo (come il calore della fornace fonde i minerali);
-Il Metallo prevarica sul Legno (poiché è l’ascia che abbatte l’albero).

In tutto ciò il ciclo è continuo, passando da un elemento all’altro senza soluzione: gli elementi si avvicendano in natura e pertanto non uno di loro è assoluto. Il solo fatto che la loro disposizione nelle illustrazioni sia differente è segno che non esiste un solo modo per rappresentarli, poiché concorrono tutti e soprattutto insieme al processo naturale.
Tutto ciò è strettamente collegato non solo a un tipo di armi, ma anche al processo di apprendimento, come vedremo tra poco. A ogni elemento è associato un tipo di arnese, secondo le schema seguente:

-Al Fuoco viene associata la Lancia (arma inastata) in quanto i suoi movimenti ‘guizzano’ come le fiamme;
-Al Legno, ovviamente, il Bastone, in quanto trae la sua essenza dall’elemento stesso ed è subito dopo la Terra (che richiede una disamina a parte);
-All’Acqua associamo la Spada, arma elegante e raffinata, i cui movimenti sinuosi sono associabili sia alle onde del mare e che all’impetuosità del fiume;
-Al Metallo indichiamo la Sciabola, l’arma del soldato, forgiata per prima e che richiama l’idea stessa dell’uso di tale elemento, come il taglio deciso e forte.

La Terra, come vedete, è il Pugno, la mano che non brandisce arma alcuna ma che è arma a sua volta.

Nello studio delle Arti Marziali è il primo passo, ma al tempo stesso l’arrivo. In molte discipline (soprattutto cinesi) viene seguito un preciso percorso di istruzione:
-Pugno
-Bastone
-Sciabola
-Spada
-Lancia
-Pugno (ancora)

Tale percorso segue non solo un principio di difficoltà nell’uso dell’arma, ma rappresenta anche il ciclo continuo degli elementi. Se partiamo con lo studio senza armi e poi iniziamo a usarle, il nostro processo deve portarci, prima o poi, a posare l’arnese e tornare all’uso del corpo semplice, con il bagaglio dei movimenti e della consapevolezza fornite dall’uso delle armi stesse.
Così come la pratica a mani nude ci prepara alle armi, le armi ci preparano a loro volta alle mani nude, in un ciclo continui scandito da miglioramenti, talvolta impercettibili, che conducono il guerriero a perfezionarsi sempre di più.
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